Guido Alpa: un maestro e un amico
Il prof. Roppo mi ha facilitato il compito, perché sarò molto sintetico, dopo questa sua bellissima introduzione. Intanto, volevo ringraziarvi tutti per essere oggi qui, in questo quarantunesimo incontro del coordinamento dei dottorati di ricerca di diritto privato. Lo ospitiamo in questa bellissima cornice di Santa Margherita, ma l’organizzazione è tutta dell’Università di Genova, della Scuola di scienze sociali e del Dipartimento di giurisprudenza. Quindi ringrazio i colleghi che si sono attivati e hanno speso energie per creare questo momento, dedicato anche al ricordo. Ringrazio Alberto Benedetti, Mauro Grondona, e tutti voi che siete oggi qui a testimonianza anche della vostra vicinanza a questi due grandi civilisti italiani scomparsi.
Io, purtroppo, non ho avuto modo di conoscere Umberto Breccia, però mi sono fatto raccontare un po’ di cose su di lui. E ho capito che era un grandissimo punto di riferimento, scientifico, accademico, ma anche umano. Aveva tantissime relazioni con la nostra università, in virtù del coordinamento del dottorato di ricerca privatistico tra Genova, Pisa e Siena. Quindi ci sono sempre stati scambi virtuosi,
che rappresentano un plus valore in una comunità scientifica attenta al dialogo anche con l’estero come quella italiana.
Ho appreso che Umberto Breccia era un uomo di grande serietà negli studi, di grande valore scientifico, ma che era un uomo anche connotato da grande umanità.
Guido Alpa, invece, l’ho conosciuto personalmente e piuttosto bene: è stata una conoscenza progressiva, che si è sviluppata negli ultimi otto anni.
Io sono diventato rettore nel novembre del 2020 e conoscevo Guido già da un paio d’anni, grazie a un amico comune. Io sono savonese, e un mio amico, anch’egli savonese, professore di italiano del liceo classico di Savona, che era legato a Guido da un’amicizia profonda e di lunga data, me lo ha presentato in quanto collega dell’accademia italiana.
Guido, nel 1991, aveva deciso di cambiare ateneo, si era trasferito da Genova alla Sapienza e quindi non era più nei nostri ranghi universitari, però era sempre un punto di riferimento molto importante. Ha creato una scuola di altissimo profilo. Oggi sono presenti in sala alcuni suoi colleghi del tempo e suoi allievi.
Ricordo il tratto gentile che connotava Guido Alpa e che ho avuto modo di apprezzare in occasione dei frequenti colloqui avuti con lui, soprattutto dopo la mia nomina a rettore. Ogni tanto gli proponevo di incontrarci per ricevere da lui qualche consiglio, e allora o ci vedevamo nel suo studio di via Roma, nel weekend, rigorosamente nel weekend, oppure andavamo a mangiare un boccone al ristorante ‘Europa’ di Galleria Mazzini: lì c’era un contesto piacevole, perché c’era il suo tavolo e quindi si riusciva ad avere una dimensione, diciamo, riservata e di confronto.
Un confronto che non riguardava ovviamente specifici temi giuridici, perché io sono un ingegnere, e quindi non avevamo modo di dar vita a discussioni strettamente giuridiche, anche se ogni tanto accadeva che mi raccontasse qualcosa della sua produzione, soprattutto quella più recente, dedicata all’intelligenza artificiale e più in generale al diritto delle nuove tecnologie, e quindi si toccavano temi vicini ai miei ambiti di ricerca.
Raramente, però, parlavamo di questo. In particolare, gli chiedevo consiglio circa grandi progetti strategici dell’ateneo e sulla loro gestione, anche interna. Perché ‘il diritto di essere sé stessi’ (per ricordare il titolo di un libro recente di Guido Alpa) il rettore non lo ha! Il rettore di un ateneo pubblico italiano deve spogliarsi di tutto, ma deve poi gestire una realtà molto complessa, e quindi Guido Alpa per me era davvero prezioso, per la sua lungimiranza e per la sua capacità di visione. E, in effetti, mi ha aiutato tantissimo. Quando, purtroppo, è mancato, ci eravamo sentiti da poco, perché di solito ci sentivamo in occasione o del suo o del mio compleanno. Quando ho appreso la notizia della sua scomparsa, ho immediatamente avvertito un senso di vuoto, perché per me Guido è stato davvero una figura di grande riferimento.
Non vorrei aggiungere nient’altro su questo. Ci saranno persone molto più titolate di me che avranno modo di ricordare questi due grandi maestri civilisti nel panorama italiano.
Concludo con un riferimento al nostro contesto di oggi, e cioè con il coordinamento dei dottorati di ricerca. Credo che sia una bellissima idea, quella di riunire il momento di ricordo di due maestri con la presentazione di progetti, di programmi, di idee che arrivano dalla parte più vivace della nostra comunità scientifica. Noi abbiamo bisogno di giovani e di giovani appassionati. L’università italiana è di estremo valore. Ci rendiamo conto sempre, in ogni momento, di quanto siamo ricercati, sia per la qualità scientifica sia perché c’è tanta dedicazione.
Per i giovani appassionati alla ricerca, avere occasioni di questo tipo – di confronto, di incontro e anche di discussione con figure di alto livello – è vitale, e a questo proposito, desidero nuovamente ringraziare, oltre a Enzo Roppo, gli autorevoli ospiti qui presenti insieme a me – Emanuela Navarretta, Elena Bargelli, Andrea D’Angelo – che, con i loro interventi, nobiliteranno questo incontro.
Per chiudere, insisto ancora su un aspetto che per me, in quanto accademico e in quanto rettore, è fondamentale: per un giovane studioso, questa giornata, questa opportunità di confronto è un decisivo momento di crescita, non solo scientifica ma anche umana, e quindi desidero ringraziare ancora una volta Alberto Benedetti e Mauro Grondona per avermi dato la possibilità di intervenire a questa vostra giornata di studio.
Ci tenevo molto, come ho detto, anche per il legame, di stima, di gratitudine e di affetto che avevo con Guido Alpa, e ne approfitto per ringraziarli per aver pensato di organizzare, nel prossimo marzo, un incontro dedicato a Guido Alpa nel suo periodo, diciamo, giovanile, tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta. Credo che sarà un bellissimo convegno, e quindi un altro modo, per noi, per dedicare il giusto ricordo a un nostro grande maestro.
di Federico Delfino
Magnifico Rettore dell’Università di Genova
* Intervento tenuto nella sessione “Ricordo di Guido Alpa e Umberto Breccia” del XLI Coordinamento dei dottorati di ricerca in diritto privato, svoltosi il 30-31 ottobre 2025 a Santa Margherita Ligure.
