ISSN 2785-552X

La nullità parziale delle fideiussioni bancarie omnibus e il necessario raccordo con il sistema delle preclusioni processuali

Francesco Molinaro 28 Aprile 2022

Tribunale Di Velletri, sezione II, 18 gennaio 2022; Rel. Ferreri

[fideiussioni bancarie omnibus – nullità parziale – eccezione di decadenza]

MassimaIl fideiussore che, sulla scorta del principio di diritto recentemente espresso dalle Sezioni Unite, nell’ambito di un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, domanda in via riconvenzionale l’accertamento della nullità parziale della fideiussione sottoscritta in quanto conforme allo schema ABI, non può limitarsi a dedurre genericamente la nullità della clausola di rinuncia ai termini previsti dall’art. 1957 c.c., dovendo altresì sollevare in modo tempestivo (ovvero con l’atto di citazione introduttivo del giudizio di opposizione) l’eccezione di intervenuta decadenza della Banca per non aver agito entro il termine semestrale ivi stabilito. Infatti, essendo quella di decadenza un’eccezione in senso stretto, la sua mancata proposizione preclude al Giudice la verifica della tempestività dell’azione monitoria esperita dalla Banca e fa venir meno il concreto e attuale interesse del garante ad ottenere la declaratoria di nullità parziale della garanzia prestata, con conseguente inammissibilità della domanda ai sensi dell’art. 100 c.p.c. (massima non ufficiale)

Fatto – La Banca Alfa – assumendo di essere creditrice di una data somma nei confronti della società Beta in liquidazione in forza di rapporti bancari assistiti da fideiussioni omnibus – chiedeva ingiungersi il pagamento, senza dilazione, del predetto importo.

Il Tribunale adito accoglieva le richieste della Banca, emettendo il decreto ingiuntivo.

Avverso tale decreto proponevano opposizione gli ingiunti, chiedendone la revoca per vari motivi tra i quali, per quanto qui di interesse, meritano di essere segnalati quelli concernenti la nullità della fideiussione omnibus per conformità allo schema ABI e, quindi, per violazione dell’art. 2, comma 2, lett. a), l. n. 10 ottobre 1990, n. 287 oltre a quello concernente la nullità della suddetta fideiussione anche per mancata indicazione specifica dell’obbligazione garantita e, quindi, per contrarietà all’art. 10 l. 17 febbraio 1992, n. 154.

Si costituiva in giudizio la Banca, la quale chiedeva il rigetto dell’opposizione deducendo, in particolare, la validità delle fideiussioni omnibus, sia sotto il profilo dell’asserita conformità allo schema ABI, sia rispetto alla pretesa violazione dell’art. 10 l. 154/1992, essendo ben indicato nella lettera sottoscritta dal fideiussore il c.d. limite massimo garantito.

Questioni – Con la pronuncia in epigrafe il Tribunale di Velletri –  sul presupposto che la questione della validità delle fideiussioni rilasciate su moduli riproduttivi delle clausole anticoncorrenziali dello schema ABI debba ormai essere risolta nel senso della nullità parziale delle stesse, ovvero nel senso di una invalidità circoscritta alle sole pattuizioni conformi agli artt. 2, 6 e 8 dell’intesa anticoncorrenziale, salva la possibilità per le parti di fornire la prova di cui all’art. 1419 c.c. e salva sempre la possibilità di cumulo con il rimedio risarcitorio costituente un completamento della tutela offerta dall’ordinamento al fideiussore – ha precisato che la parte (il debitore ingiunto) interessata a far valere la nullità parziale delle fideiussioni non può limitarsi a dedurre genericamente la nullità della clausola di rinuncia ai termini previsti dall’art. 1957 c.c., essendo altresì onerata di sollevare in modo tempestivo l’eccezione di intervenuta decadenza della Banca per non aver agito entro il termine semestrale.

Infatti, essendo quella di decadenza un’eccezione in senso stretto, la sua mancata proposizione preclude al giudice la verifica della tempestività dell’azione monitoria esperita dalla Banca, facendo venir meno il concreto e attuale interesse del garante ad ottenere la declaratoria di nullità parziale della garanzia prestata, con conseguente inammissibilità della domanda riconvenzionale (ai sensi dell’art. 100 c.p.c.).

Il Tribunale, quindi, nel caso concreto, ha dichiarato inammissibile, per carenza di interesse ad agire, la domanda di accertamento della nullità delle clausole della fideiussione riproduttive degli artt. 2, 6 e 8 dello schema ABI del 2003, poiché il fideiussore – che invocava l’applicazione della disciplina legale di cui all’art. 1957 c.c. quale effetto della nullità della clausola convenzionale di rinuncia ai termini – aveva sollevato tardivamente, solo con la prima memoria di cui all’art. 183, sesto comma, c.p.c. l’eccezione di intervenuta decadenza della Banca per inutile decorso del termine semestrale previsto proprio dall’art. 1957 c.c.

Precedenti – La sentenza in commento assume rilevanza non solo per essere una delle prime applicazioni pratiche del noto arresto delle Sezioni Unite in materia di fideiussioni bancarie omnibus (v. Cass., 30 dicembre 2021, n. 41994, in Pactum (online) con note di Molinaro, Le fideiussioni bancarie omnibus tra invalidità derivata e risarcimento del danno: riflessioni critiche sulla sentenza delle Sezioni Unite, ivi, 24 febbraio 2022; Seidita, Nullità parziale delle fideiussioni «omnibus» redatte secondo lo schema Abi, in Giustiziacivile.com, 31 gennaio 2022) ma anche per specificare alcuni aspetti processuali rilevanti in tema di nullità delle suddette fideiussioni.

A) Quanto al dibattito concernente la sorte delle fideiussioni bancarie omnibus riproduttive dello schema anticoncorrenziale elaborato dall’ABI la sentenza in commento, come rilevato, sostanzialmente recepisce l’orientamento propugnato dalle Sezioni Unite della Corte di cassazione (in precedenza, si veda Trib. Napoli 5 maggio 2021, n. 4214 con note di Fauceglia, L’orientamento del tribunale delle imprese di Napoli in tema di fideiussioni omnibus conformi allo schema ABI. Nullitá (parziale) o integrazione dei contratti?, in Contratti, 2021, V, 581; Chessa, Sulla invalidità delle fideiussioni bancarie omnibus per violazione della disciplina antitrust, in giustizia civile.com del 6 dicembre 2021), le quali, nel tentativo di bilanciare da un lato l’esigenza di tutela piena ed effettiva al valore «concorrenza» e dall’altro di salvaguardare il principio codicistico di conservazione del contratto, hanno come noto aderito alla tesi della nullità parziale.

A sostegno del proprio orientamento, infatti, la Suprema Corte ha rilevato, anche alla luce della disposizione di cui all’art. 2, comma 3, l. n. 287/90 «le intese vietate sono nulle ad ogni effetto», che tra l’intesa «a monte» e la fideiussione bancaria «a valle» sussista un «collegamento funzionale», tale da far apparire la stipula di questi atti come parti di un’operazione unitaria diretta a violare la normativa antitrust nazionale ed europea. Il nesso che avvince tali rapporti giustifica, quindi, l’estensione della nullità prevista dalla predetta norma alla fideiussione bancaria, poiché il contratto a valle costituisce lo sbocco dell’intesa vietata ed è essenziale per realizzarne e ad attuarne gli effetti.

Tra i precedenti difformi v. ABF, coll. coord. 19 agosto 2020, n. 14555, in arbitrobancariofinanziario.it, con nota di A. Montanari, La nullità dei contratti attuativi dell’intesa illecita: la decisione del Collegio di coordinamento dell’A.B.F. sulle fideiussioni omnibus, in Nuova giur. civ. comm., 2021, 109, in cui è stata affermata la nullità assoluta ex art. 1418, primo comma, c.c., delle fideiussioni bancarie omnibus per contrasto con le norme imperative di cui agli artt. 41 Cost., 101 TFUE e 2 l. n. 287/90.

Si veda anche Cass. 26 settembre 2019, n. 24044, in Giur. it., 2020, 358 con nota di Di Micco, Le clausole ABI tra nullità assoluta e nullità parziale: un recente revirement, in Giur. it., 2020, II, 358 in cui, all’opposto, è stata affermata la validità della fideiussione bancaria omnibus, individuando la tutela del consumatore in quella personale del risarcimento piuttosto che in quella reale. L’art. 2, comma 3, l. n. 287/90, riferendosi alle sole «intese», non può applicarsi ai contratti a valle, a meno di non ammettere una «tutela reale atipica» che, tuttavia, si porrebbe in espresso contrasto con il principio di tassatività delle cause di nullità.

Secondo il presente indirizzo, l’estensione del rimedio caducatorio, inoltre, sarebbe preclusa dal fatto che, essendo l’intesa anticoncorrenziale a monte e la fideiussione bancaria a valle contratti diversi – tra l’altro stipulati tra soggetti diversi (il primo tra le banche e il secondo tra la banca e il consumatore) – tra gli stessi non si può individuare alcun collegamento negoziale.

B) Quanto alle modalità con cui far valere la nullità parziale, il Tribunale di merito, con lucida argomentazione, osserva – al fine di individuare un necessario punto di raccordo tra la disciplina sostanziale della nullità e il sistema delle preclusioni processuali – come non sia sufficiente dedurre la nullità della clausola di rinuncia ai termini previsti dall’art. 1957 c.c. ma è altresì necessario sollevare in modo tempestivo l’eccezione di intervenuta decadenza della Banca per non aver agito entro il termine semestrale. Infatti, trattandosi di un’eccezione in senso stretto, la sua mancata proposizione preclude al giudice la verifica della tempestività dell’azione monitoria esperita dalla Banca e fa venir meno la rilevanza della questione sulla nullità parziale della garanzia e l’interesse del garante ad ottenere tale declaratoria, ai sensi dell’art. 100 c.p.c. (in senso conforme v. Cass. 5 giugno 2012, n. 8989, in De Jure, la quale ha precisato che il fideiussore, nell’opporsi al decreto ingiuntivo contro di lui ottenuto dal creditore garantito, non può eccepire nel corso del giudizio la decadenza di questi per mancato esercizio del diritto contro il debitore principale, ai sensi dell’art. 1957 c.c., se nell’atto di citazione in opposizione si sia limitato ad invocare l’invalidità del contratto di fideiussione).

Nota bibliografica – Per una trattazione esaustiva del dibattito concernente la sorte delle fideiussioni bancarie stipulate «a valle» di un’intesa restrittiva della concorrenza si vedano ex multis: Bastianon, La fideiussione omnibus e la responsabilità della banca tra illeciti antitrust «a monte» e contratti «a valle», in Resp. civ. e prev., 2020, 694; Belli, Contratto a «valle» in violazione di intese vietate dalla legge antitrust, in Giustiziacivile.com, nota a sentenza del 25 maggio 2018; Bresolini, La Cassazione ritorna sulla fideiussione conforme al modello ABI, in Nuova giur. civ. comm., 2020, 768; Camilleri, Validità della fideiussione omnibus conforme a schema-tipo dell’ABI e invocabilitá della sola tutela riparatoria in chiave correttiva, in Nuova giur. civ.. comm., 2020, 397; Gentili, La nullità dei «contratti a valle» come pratica concordata anticoncorrenziale (il caso delle fideiussioni ABI), in Giust. Civ., 2019, 675; Greco, Analisi della garanzia fideiussoria, tra validità anticoncorrenziale e revisionismo consumeristico, in Resp. civ. e prev., 2020, 1414; Maugeri, Breve nota su contratti a valle e rimedi, in Nuova giur. civ. comm., 2020, 415; Ottobrino, Le fideiussioni omnibus conformi allo schema contrattuale predisposto dall’ABI finalmente al vaglio delle Sezioni Unite?, in Corr. giur., 2021, 1184.

Per un’attenta analisi sulle preclusioni processuali si veda Conte R., Ruolo sostanziale delle parti nell’opposizione a decreto ingiuntivo ed oneri processuali (chiamata in causa del terzo, domanda riconvenzionale e termine per la formulazione delle eccezioni), in Giur. it., 2003, 915; Fransoni, Preclusioni processuali, rilevabilità d’ufficio e giusto processo, in Rass. trib., 2013, 449; Luiso, Diritto processuale civile, Giuffrè, 2021, 271; Mandrioli e Caratta, Corso di diritto processuale civile, Giappichelli, 2011, 37 s.; Sassani, Lineamenti del processo civile italiano, Giuffrè, 2021, 238 s. 

di Francesco Molinaro
Dottorando di ricerca nell’Università «Tor Vergata» di Roma
francesco.molinaro@students.uniroma2.eu

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